ANALISI E APPROFONDIMENTI

[RIAPERTURA BAR ]
GESTIRE BENE
IL SERVIZIO DI DELIVERY

WhatsApp non è una soluzione efficace, vediamo perché
A pochi giorni dall'uscita su Amazon del nostro e-book , oggi torniamo a parlare del servizio delivery.

Il Covid-19 ha sconvolto tutto. Ha sconvolto i rapporti sociali, familiari e le abitudini quotidiane di ciascuno. Da questa "guerra" ne usciamo tutti con qualche ferita chi più e chi meno. Tuttavia ci sono settori, come quello della ristorazione, a cui il "virus" ha imposto una nuova dimensione.

Ristoranti, pizzerie e bar stanno vivendo un mutamento radicale e il servizio di consegna a domicilio è divenuta un'opportunità a cui fare riferimento.

In tanti si stanno improvvisando pur non essendo convinti del valore potenziale di questo servizio. Ciò si traduce, nella pratica, con l'utilizzo di strategie improvvisate, come ad esempio le chat di WhatsApp, anziché con l'impostazione e la definizione di strumenti specifici che possano trasformarlo in un asset strategico.


Per approfondire meglio, abbiamo intervistato Vittorio Di Cunzolo, fondatore di Breakfast Point, la prima app studiata per la consegna a domicilio della colazione.

Vittorio, puoi darci qualche consiglio per strutturare bene questo servizio? Perché whatsApp non è efficace?

In questi giorni le pagine social si riempiono di grafiche e menù formato post. A tutti segue la semplice dicitura: "contattateci al telefono o tramite WhatsApp".

L'app di messaggistica più utilizzata è appunto un applicativo pensato per scambiare messaggi scritti, vocali, foto e documenti principalmente tramite i contatti della rubrica. E' necessario, pertanto, "chattare" attraverso il numero telefonico. Bene. Pensate ad una pizzeria che attiva il suo bel numerino di telefono con l'app di WhatsApp e a cui dovranno pervenire gli ordini per far partire le consegne a domicilio. Paradossalmente una telefonata sarebbe più efficiente. Ma immaginiamo la conversazione.

Cliente: "Buona sera vorrei ordinare 2 pizze" Pizzeria: "Si mi scriva quale intende ordinare" Cliente: "Allora ho visto il menu su facebook si possono fare delle varianti?" Pizzeria "Si certo!" Cliente "Allora la margherita, però ci aggiunge della pancetta e i funghi porcini" Pizzeria "Mi spiace i funghi non li abbiamo" Cliente: "Allora senza funghi e ci mette delle olive" Pizzeria: "Ok va bene, l'altra" Cliente: "Bianca ai 4 formaggi però con una spolverata di pecorino" Pizzeria: "Ok da bere" Cliente: "Che birre avete" Pizzeria: "Allora, artigianale della Puglia, Peroni ecc". Cliente: "Va bene! Facciamo Coca Cola" Pizzeria: "Solo Pepsi Cola come la vuole in lattina, bottiglia piccola o grande?" Cliente: "In Bottiglia grande, quanto viene tutto?" Pizzeria: "27,30" Cliente: "Ok porti il resto di 50,00 per cortesia".

Nella conversazione omettiamo il discorso sull'orario di consegna altrimenti la conversazione diverrebbe ancora più pesante. Pensate a che dispendio di tempo e di pazienza si è coinvolti in un sistema del genere.

Lo stesso potrebbe essere ancora più difficoltoso per un Bar. Per quest'ultimo infatti WhatsApp risulterebbe essere ancora più limitante in quanto, senza una vetrina digitale, si limiterebbero le possibilità per il consumatore di acquistare altro rispetto al solito caffè e brioche classico. E' come se WhatsApp togliesse di mezzo la "vetrina" per cui il consumatore sarà obbligato unicamente a scegliere quello che probabilmente ricorda di aver visto in quel punto vendita. Direi che per un bar, luogo del prodotto d'impulso, affidarsi a WhatsApp è come nascondere la vetrina del proprio locale.

Un ulteriore limite è la possibilità di poter inviare messaggi mirati a chi contatterà il punto vendita in quanto l'app "banna" lo spam ripetuto, soprattutto ai numeri non presenti in rubrica. Per cui il titolare del punto vendita dovrà memorizzare tutti i numeri per aumentare la possibilità di contatto. Un ulteriore limite, soprattutto in questo periodo in cui i contanti possono essere un problema di veicolo di contagio, è la possibilità di non poter ricevere il pagamento perché WhatsApp non possiede una funzionalità dedicata.

Quindi, come possiamo utilizzare la tecnologia per risolvere tutti questi problemi?

Oggi c'è la possibilità, attraverso, app e menu digital di poter personalizzare i propri servizi presentando al consumatore la propria offerta complessiva di food e incentivandolo ad acquistare cose differenti da quelle che potremmo far leggere su un menu statico o addirittura ri-condiviso tramite i social e WhatsApp.

Il food delivery ai tempi del Covid-19 è un approccio diverso al proprio contatto con i clienti. Pertanto vincerà chi saprà essere creativo nell'impostazione della propria offerta e chi sarà la renderà più accessibile.

Vittorio Di Cunzolo