SOPRAVVIVERE AL CORONAVIRUS

SMART WORKING E BAR

Come far coincidere la tendenza lavorativa dello smart working con la necessità dei bar di non perdere la clientela "business"
Da quando è arrivata in Italia la pandemia di Covid-19 il lavoro da casa ha visto un incremento di quasi il 30% e sempre più aziende, pubbliche e private, si stanno attrezzando per far gestire una parte del proprio business a dipendenti che non siano in ufficio.

Una ricerca di Eurofound ci dice che, le persone che lavorano costantemente da casa, hanno più del doppio delle probabilità di superare le 48 ore settimanali di lavoro rispetto a coloro che prestano l'attività nella sede del datore di lavoro.

Quasi il 30% degli smart workers dichiara inoltre di lavorare nel proprio tempo libero, tutti i giorni o comunque più volte a settimana, a fronte del 5% di coloro che lavorano in ufficio.

A fronte di ciò, si è mosso persino il parlamento europeo, che ha chiesto una legge europea per il diritto dei lavoratori alla "disconnessione digitale". Per tutelarli anche da ripercussioni negative da parte dei datori di lavoro.

Più nello specifico, nell'iniziativa legislativa approvata con 472 voti favorevoli, 126 contrari e 83 astensioni, i deputati hanno esortato la Commissione a elaborare una normativa che consenta ai lavoratori che praticano lo smart working di disconnettersi al di fuori dell'orario di lavoro.

La normativa – si legge in una nota emanata dal servizio Stampa del Parlamento – dovrebbe inoltre stabilire requisiti minimi per il telelavoro e fare chiarezza su condizioni e orari di lavoro e sui periodi di riposo.

In attesa della legislatura, e nonostante l'estensione dell'orario di lavoro di cui sopra, 95 lavoratori su 100 dicono sì allo smart working anche dopo l'emergenza Covid. È questo il risultato di oltre 3000 risposte al questionario di Rete del lavoro agile.

Questo lo scenario di riferimento, che da bravi baristi-imprenditori dobbiamo saper leggere, per anticipare le opportunità che il futuro può riservare alla nostra attività (ricordi il concetto di "essere proattivi"? ).

Soprattutto nelle grandi città, le abitazioni non erano state pensate per essere vissute h24, magari da più persone conviventi, ognuna delle quali con l'esigenza di spazi propri da dedicare alla vita professionale. Il tutto magari da far coesistere con la DAD dei figli.

E quindi, se da un lato abbiamo migliaia di lavoratori in cerca di spazi alternativi all'ufficio, dall'altra ci sono migliaia di bar che hanno visto azzerarsi gli introiti derivanti dagli impiegati che li utilizzavano per colazione e pausa pranzo.

Le opportunità che ci si pongono davanti sono essenzialmente di due tipologie, e una non esclude l'altra:

  1. la possibilità di attrezzarci per servizi di consegna a domicilio specifici per smart workers;
  2. iniziare da subito a riprogettare parte dei nostri spazi "in store" per adattarli alle esigenze di questa nuova categoria di potenziali clienti.

Ma entriamo più nel dettaglio.

Probabilmente vi sarete già attivati con il servizio delivery, ma altrettanto probabilmente, l'avrete impostato senza un particolare posizionamento sul mercato, che lo distingua dalla concorrenza.

Ecco perché potrebbe essere una buona idea, creare un paio di proposte, una per la colazione ed una per il pranzo, da dedicare specificatamente a coloro che lavorano a casa e che probabilmente non hanno tempo e voglia di distrarsi con la preparazione dei pasti. Una proposta di prodotti leggeri, salutari, che ben si concilino con la necessità di non sentirsi appesantiti subito dopo il pasto.

Si potrebbe anche pensare a proposte in abbonamento, per fidelizzare la clientela, privandola della preoccupazione "e oggi cosa mangio?" dal lunedì al venerdì.

In tal modo, ad orari pre concordati, riceveranno colazione e pranzo, ogni giorno differenti e sempre in linea con le loro esigenze.

Quanto sarebbe bello avere la sicurezza di un'entrata di questo tipo?


D'altro canto, in attesa di poter nuovamente accogliere i clienti nei nostri locali, dobbiamo (si esatto, dobbiamo) prendere in considerazione l'elevata probabilità che non riavremo i flussi a cui eravamo abituati per molto, molto tempo.

Ecco quindi che potrebbe essere interessante dedicare una parte dei nostri spazi, magari quelli più riservati e lontani dalla caoticità del banco bar, a postazioni di smart working.

Le caratteristiche di tali spazi dovrebbero inoltre essere:
  • La possibilità di poterli prenotare in anticipo;
  • Una connessione internet stabile e ad alta velocità;
  • Privacy, con lo schermo del pc che possa essere rivolto verso una parate;
  • La possibilità di avere colazione\spuntini\pranzo compresi (caratteristica che ci differenzia in positivo dagli spazi di co-working

Sapevate che il rumore di sottofondo del bar è rilassante per chi deve concentrarsi, al punto che sono nate applicazioni (due su tutte, "Noisli" e "A soft murmur") in cui è possibile scaricare, tra le varie colonne sonore, proprio i rumori di sottofondo dei bar?

In periodi di crisi e difficoltà economica come quello attuale, a sopravvivere sono soprattutto quegli imprenditori in grado di leggere le evoluzioni del mercato e di anticiparne le esigenze.

Con questo articolo, speriamo di averti trasmesso lo spunto per iniziare da subito a riprogettare i tuoi servizi con un'ottica differente dal passato.

Continua a seguirci per nuovi spunti.
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