SOPRAVVIVERE AL #CORONAVIRUS

IL DELIVERY 3.0

Fase 2: prepariamoci alla riapertura dei bar,
la consegna della colazione con il Food Box.
Prossimi alla riapertura dei bar, in questo articolo vi parliamo delle consegne a domicilio con il Food Box, un nuovo modo di fare delivery.

Volenti o no, le disposizioni in materia sanitaria del governo andranno rispettate, in primo luogo per la tutela della salute di lavoratori e clienti, e in secondo luogo perché il rischio di essere sanzionati è altissimo.

Si prevedono controlli a tappeto e tolleranza zero per chi non si attiene scrupolosamente alle norme igienico sanitarie (non ancora emanate dal governo).

Si parla di pareti in plexiglass, riduzione del numero di ospiti all'interno dei bar, dimezzamento dei posti a sedere, sanificazione degli ambienti e altro ancora.

Abbiamo trattato più volte questi argomenti, (leggi i nostri articoli sulla FASE 2 e sul DELIVERY), consigliando alternative al normale svolgimento dell'attività pre-coronavirus ed esplorando il mondo del delivery in tutte le sue sfumature.

Le consegne a domicilio non sono una novità, già negli anni '70, i garzoni dei bar consegnavano, con il loro vassoio metallico, bevande e alimenti in negozi e uffici del quartiere.

Con il passare del tempo e soprattutto con l'avvento di internet, questi servizi accessori si sono trasformati in applicazioni per smartphone, estendendo il raggio d'azione delle consegne anche a domicilio e fino a tarda serata.

Sicuramente a farla da padrone sulle varie app presenti sul mercato sono le pizzerie, seguite a ruota dai fast-food (kebab) ed hamburgherie.

I bar, specie nel mercato italiano, zoppicano e non poco dentro questo mercato, in primis perché c'è una sola app dedicata alla colazione e ai bar (vedi articolo dedicato a Breakfast Point), in secondo luogo l'offerta è limitata alla colazione italiana e non sono ancora state approfondite le altre nicchie di mercato, che consentirebbero a molti bar di allargare il proprio bacino di clienti.

Navigando tra i gruppi di settore, la sensazione è che ci sia poca voglia di mettersi in gioco, si preferisce rimanere all'interno della zona comfort e non esplorare i mari alla scoperta di nuove terre.

È chiaro che un caffè d'asporto perde di sapore e consistenza, e un cappuccino non è tale se non schiumato al momento, da qui l'idea di abbandonare a priori un servizio che nel futuro dovrà essere considerato come una fonte di guadagno supplementare.

Ho un bar, non voglio che ai miei clienti arrivi a casa un prodotto che non sia di qualità e allora cosa fare?

Si chiama Food Box, letteralmente "scatola del cibo": basta aguzzare l'ingegno e la fantasia e creare scatole su misura per ogni cliente, da consegnare a domicilio, con dentro tutto il necessario per la colazione.

Così puoi creare dei menù easy to do, che il cliente può prepararsi al mattino seguendo le indicazioni contenute sul fronte della scatola.

In ogni Food Box puoi inserire le polveri da sciogliere in acqua calda, come il ginseng o l'orzo, la brioche sottovuoto e l'ampolla monouso con le spremute o i centrifugati freschi. E così, un cliente ogni mattina, a qualsiasi ora lo desideri, può avere la sua Food Box pronta da gustare.

Vi sveliamo un segreto, voi che state leggendo questo articolo sareste i primi a farlo nel vostro mercato. In bocca a lupo.