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DECRETO LIQUIDITA':
OPPORTUNITA' O RISCHIO
Conviene davvero ricorrere ai prestiti garantiti dallo stato?
Mercoledì 08 Aprile 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DECRETO LEGGE n.23 : misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali.

Nella pratica è stato presentato come "Decreto Liquidità", con l'obiettivo dichiarato di rimpinguare con denaro contante le tasche delle imprese italiane, grandi e piccole, tramite lo strumento dei prestiti a tasso (quasi) zero, coperti dalla garanzia dello stato.

Lo Stato mette infatti a disposizione garanzie per 400 miliardi di euro: 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell'export. Una cifra che, sommata ai 350 miliardi già stanziati con il decreto Cura Italia, è stata definita dal Primo Ministro Giuseppe Conte come una vera e propria "potenza di fuoco". Il totale di 750 miliardi è quasi pari alla metà del nostro Pil.

I prestiti saranno garantiti attraverso due strumenti: il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese e la Sace (che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti) per le grandi imprese.

Ecco in sintesi gli strumenti previsti per semplificare l'accesso al credito delle imprese:

- Prestiti fino a 800 mila euro: saranno garantiti al 100% (di cui però il 90% da parte dello Stato e il 10% da parte di Confidi-Consorzi Garanzia Fidi) e l'impresa sarà soggetta ad una valutazione del merito di credito. Questi prestiti dovranno essere restituiti in 6 anni.

- Prestiti fino a 5 milioni di euro: garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia fino al 90%. Potranno essere richiesti da imprese fino a 500 dipendenti.

- Prestiti fino al 25% del fatturato dell'impresa: copertura pari al 90% dell'importo del finanziamento richiesto e procedura semplificata per l'accesso alla garanzia. Possono essere richiesti dalle imprese con meno di 5mila dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro. La copertura scende all'80% per imprese con oltre 5mila dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.

- Prestiti fino a 25 mila euro: garantiti al 100% senza valutazione del merito di credito da parte del Fondo di Garanzia (quindi in modo quasi automatico). Lo può richiedere chiunque abbia una Partita Iva e l'ultima dichiarazione dei redditi presentata o il pagamento delle imposte.

A queste misure si aggiunge la sospensione dei pagamenti fiscali, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio.

Sarà senza dubbio lo strumento all'ultimo punto quello più idoneo ad aiutare titolari di bar e caffetterie, dando la possibilità di accedere in maniera semplificata ad importi fino a 25 mila euro.

A tal proposito, occorre precisare che la cifra effettivamente richiedibile non può superare il 25% del fatturato dell'esercizio 2019. Pertanto, se ad esempio, una caffetteria avesse presentato una dichiarazione dei redditi con un fatturato netto dichiarato di 60 mila euro, l'importo massimo che potrà richiedere sarà di 15 mila euro.

Ad inizio settimana è poi arrivato il via libera della Commissione europea a fornire garanzie pubbliche per facilitare l'erogazione di credito alle imprese, come previsto dal Decreto Liquidità stesso. E, ottenuto l'ok, il governo ha pubblicato il modulo con cui autonomi e imprese fino a 499 dipendenti possono chiedere la garanzia del 100% su prestiti fino a 25 mila euro.

Come già avvenuto per il sito dell'Inps nel caso delle domande per l'indennità offerta agli autonomi, purtroppo, i tanti accessi al portale, stanno causando qualche difficoltà: la sezione Normativa e modulistica è stata inaccessibile per molte ore.

L'Abi comunque fa sapere che le banche, dopo aver ricevuto il modulo anche via email, potranno subito erogare i finanziamenti senza aspettare il via libera di Mediocredito centrale, che gestisce il Fondo di garanzia.

Posto quindi che ci viene data la possibilità di ottenere liquidità per far fronte alle spese vive dei nostri locali, è importante fermarsi un istante per analizzare se realmente si tratta di un'opportunità.

Innanzitutto occorre evidenziare la differenza di quanto posto in essere dal governo italiano rispetto ad altri paesi: nazioni come gli USA, la Germania o la vicina Svizzera, infatti, hanno sì provveduto a rendere subito disponibili capitali in soccorso delle pmi locali, con la piccola grande (enorme) differenza che si trattava di versamenti a fondo perduto. Gli stati sopracitati hanno immesso liquidità nei conti correnti degli imprenditori in compensazione dei mancati incassi, e pertanto tali aiuti non andranno mai restituiti.

Senza voler entrare nel merito politico, in quanto non è di nostro interesse e competenza farlo, la differenza è appunto enorme e sostanziale perché chi necessita di ricorrere a tali aiuti, non sono le aziende sane. Queste hanno provveduto da subito, all'inizio del lock down, a ridurre al minimo i costi variabili (per definizione: zero fatturato – zero costi variabili), ed avevano sufficiente disponibilità per sostenere i costi fissi per i 60/80 gg di chiusura forzata.

I veri destinatari del decreto, sono la miriade di pmi che gestisce i bilanci mese su mese. Tra gli altri, tutti quei bar e caffetterie che contano sugli incassi del mese in corso, per saldare le fatture delle merci acquistate 30/60 gg prima e che, oltre per rimanere in pari con i costi fissi, utilizzeranno quel denaro per pagare i fornitori, per derrate che non hanno prodotto entrate.

La risultante è che in uno scenario di mercato già incerto (quanti clienti avremo alla ripresa e in che condizioni dovremo erogare i nostri servizi, non è ancora dato saperlo), ci troveremo a dover aggiungere ai nostri bilanci già precari, anche la rata del prestito, oltre, sia chiaro, alle imposte di aprile e maggio, che sono state sospese, NON annullate.

Alla presentazione del Decreto Liquidità, il Presidente del Consiglio ha dichiarato che «Quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera. La vivremo tutti insieme. Per l'Italia». Noi ci teniamo ad aggiungere che affinché primavera sia, è necessario fare scelte oculate e talvolta difficili ora.

Il team di Obiettivo Bar è a disposizione per analisi personalizzate e consulenze mirate a supportare al meglio titolari di bar e caffetterie, affinché possano utilizzare il tempo a disposizione ora per impostare il giusto piano di ripartenza.

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