ANALISI ED APPROFONDIMENTI

IL BAR E LE SUE ORIGINI

Facciamo un viaggio nella storia del bar,
alla ricerca di certezze per il futuro dei nostri locali.
Ormai da decenni il bar è stabilmente ai primi posti tra i luoghi più frequentati sia per dare appagamento al nostro desiderio di caffè, ma anche, e soprattutto, per vivere la socialità. Il bar, come scopriremo in questo articolo, ha origini molto antiche, risalenti al XVI secolo.

Infatti, poco fuori dall'Europa, nel 1500, vi erano dei luoghi conosciuti in tutto il mondo arabo, dove artisti e poeti si riunivano per condividere pensieri di alto contenuto letterario, sorseggiando una bevanda calda: il caffè.

La nuova moda fu introdotta in Europa intorno al 1683, per opera dei turchi, che assediarono la città di Vienna e vi importarono quel modello di caffetteria araba già conosciuto nel medio oriente. Da quel momento questa nuova moda inizia a diffondersi in tutta l'Austria, e nascono più caffetterie.

La presenza sempre più capillare sul territorio dei primi bar porta a sviluppare nuove tecniche di estrazione del caffè alla turca, e si raffina così la realizzazione di quella bevanda dal gusto esotico, che tanto sembra piacere ai palati europei.

Per vedere i primi caffè in Italia bisogna aspettare il XVIII secolo quando, a Venezia, non a caso porto commerciale frequentato dai mercanti turchi, apre il celebre Caffè Florian, nel 1720. Perfino Carlo Goldone, nella sua opera "La bottega del caffè", menziona questi nuovi luoghi descrivendone momenti e atmosfere.

Seguiranno poi il Pedrocchi di Padova (1722), il Gilli a Firenze (1733), il Greco a Roma (1760), etc.

Proprio nella capitale però, la storia dei bar trova un ostacolo, ovvero la Chiesa.
A causa delle proprietà eccitanti del caffè, quest'ultimo viene considerato un'opera del diavolo e dunque messo al bando.

Si racconta che fu Papa Clemente VIII ad abbattere il muro opposto dalla religione nei confronti di tale bevanda. Dopo un assaggio clandestino, pare ne sia rimasto piacevolmente sorpreso, al punto da decidere di abolire il divieto precedentemente imposto. Nulla ferma così l'espansione del caffè: dopo l'Italia è il turno della Francia dove a Parigi il siciliano Procopio Coltelli inaugura il suo Cafè Procope.

Si conta che, complessivamente, a cavallo tra l'800 e il '900, furono diverse migliaia i bar aperti in Europa. Prende vita l'arte del cocktail, si cominciano a servire tè ed infusi, e sempre più le caffetterie assumono il ruolo di centri culturali, specialmente per gli intellettuali e gli aristocratici. Sono dei salotti a tutti gli effetti, dei luoghi dove poter parlare di politica, letteratura oppure organizzare una rivoluzione.

La storia dei bar passa anche per le parole. Se le prime insegne riportavano infatti la dicitura "Caffè", con il tempo inizia a trovare sempre più spazio il "Bar".
Ad incidere su questo cambiamento lessicale sono sicuramente le influenze dal mondo anglosassone, ed in particolare la nascita dei primi American Bar d'Europa, tra cui spiccano Harry's New York Cocktail Bar di Parigi (1910) e il bar del Savoy Hotel di Londra (1921).

La clientela diviene sempre più internazionale ed inevitabilmente si rende indispensabile adeguare anche il nome dei locali.
Bar ha un'etimologia incerta, probabilmente legato al concetto di sbarra/barriera, trova origine nella separazione fisica che c'era già nelle osterie e nelle bettole americane tra l'area in cui venivano serviti e consumati gli alcolici e lo spazio restante. Potremmo assimilarla al concetto stesso di bancone che ancora oggi divide il barman, ed il suo piano di lavoro, dal cliente.

Ad usare per primo il termine bar (e probabilmente anche ad inventarlo) pare sia stato un imprenditore italiano – tale Alessandro Manaresi – che nel 1898 apre il primo bar a Firenze, usando le tre lettere come sigla per Banco A Ristoro.

L'Italia ha avuto una parte essenziale nella storia dei bar, differenziandosi poi rispetto ad altri paesi nel creare una tradizione diventata col tempo tipicamente nostrana.
Il cosiddetto "bar all'italiana" è infatti un luogo di aggregazione e svago a 360 gradi.
Dal leggere il giornale alle scommesse, dal bar sport alle chiacchiere tra amici.
L'offerta è molto ampia, non solo drink infatti, ma anche bevande analcoliche, prodotti di caffetteria, dolci e salati.

Il bar è indiscutibilmente uno dei simboli nazionali, associato al piacere di noi italiani di concederci un caffè a qualunque ora del giorno o un aperitivo al tramonto, è sicuramente il tipo di locale che maggiormente ci rappresenta anche all'estero.

È circa due secoli fa, ovvero quando a metà del XIX secolo, l'ormai affermata borghesia era solita ritrovarsi ai tavolini dei Cafè per assaporare la mondanità, che la storia dei bar in Italia conosce il suo momento di splendore. Molti dei locali dell'epoca hanno ospitato grandi personalità del mondo culturale, hanno visto nascere tresche politiche e ordire complotti. Anche alle donne, proprio a metà dell'Ottocento, viene concesso l'ingresso e molte di loro diventano clienti abituali.

Col passare del tempo, a partire dal secondo dopoguerra, la dimensione del bar come luogo elitario inizia a mutare assumendo un ruolo più popolare capace di attirare gente di ogni ceto sociale, esattamente come ancora avviene a giorni nostri.

Con il boom economico, dunque tra gli anni '50 e '60, cambiano infatti i ritmi di vita e con essi anche le abitudini. Il tempo da dedicare alla colazione a casa sembra ridursi sempre più al punto da invogliare le persone a consumare giusto un espresso al bar prima di andare al lavoro. Tale consuetudine si afferma definitivamente nel corso del decennio successivo con l'aggiunta dell'irrinunciabile pausa caffè nel corso della giornata.

Il benessere che domina l'Italia spinge sempre di più a consumare i pasti fuori le mura domestiche, i prezzi accessibili muovono la gente verso i bar trasformandoli, per molti connazionali, quasi in una seconda casa.

Potremmo dire che la storia dei bar ha camminato a braccetto con le evoluzioni della società italiana cogliendone i mutamenti e le novità. Oggigiorno, soprattutto nei centri abitati, il bar svolge un ruolo fondamentale nelle vite di tutti, a volte il barista diventa un amico, un confidente ed il locale stesso diventa un appuntamento fisso, un momento di fuga dallo stress quotidiano, una distrazione.

E poi del resto, come dice Luciano De Crescenzo, vi siete mai chiesti cos'è il caffè?
Il caffè è una scusa. Una scusa per dire a un amico che gli vuoi bene.

Con questa frase vi lasciamo un messaggio positivo, torneremo a vivere i nostri bar così come lo abbiamo scritto in questo articolo.

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