APRIRE UN BAR
E' IL MOMENTO GIUSTO?
Come verrà influenzato il mercato dall'attuale fase di lock down:
l'analisi delle opportunità.
Hai sempre sognato di aprire un bar, ma non hai mai veramente iniziato a pianificare come farlo?

Ti potrà sembrare strano, ma questo momento di difficoltà economica potrebbe rappresentare una grande opportunità per iniziare a programmare il tuo sogno.

Come in ogni momento di crisi, infatti, il lock down produrrà molte vittime, e tra queste ci saranno sicuramente attività potenzialmente molto redditizie, la cui gestione superficiale e poco attenta, avrà portato al fallimento o comunque molto vicine al punto di non ritorno.

Uno dei problemi più diffusi nella direzione di un bar, è che il titolare finisce col dedicare il 95% del suo tempo lavorativo ad attività strettamente operative, diventando a tutti gli effetti un dipendente del suo locale. Non stiamo dicendo che sia sbagliato in assoluto svolgere anche mansioni operative, ma non bisognerebbe mai dimenticarsi, che in primis, il titolare di un bar è un imprenditore, e come tale dovrebbe pensare ed agire.

Questo approccio imprenditoriale, deve far sì che il titolare conduca il suo punto vendita ad un regime di sicurezza che preveda lo scenario di mercato peggiore. In altre parole, l'attività dovrebbe essere strutturata affinché ci siano un salvagente economico ed un piano d'azione, sempre disponibili per garantirne la sopravvivenza per un periodo di almeno 6 mesi, anche in assenza totale di incassi.

I dati ci dicono che il 50% delle attività chiudono nel giro di 3 anni dall'apertura, e di quelle che riescono a sopravvivere ai primi 36 mesi, un altro 50% chiude entro i successivi 2 anni. In pratica solo il 25% riesce a resistere. (dati Unioncamere)

E questo in una condizioni "normali".

Con 60 giorni di "chiusura forzata" molte attività, che già non avevano abbastanza benzina nel serbatoio per far fronte ai soli costi fissi (mentre quelli variabili si avvicineranno per definizione alle zero), ricorreranno ai benefici fiscali che lo stato italiano ha messo loro a disposizione, ovvero la proroga delle scadenze delle imposte e la possibilità di accedere a prestiti agevolati (leggi qui l'articolo dedicato).

Se da un lato la risultante sarà che riusciranno a traguardare questa fase di lock down, dall'altro lato, alla riapertura, vedranno il proprio conto economico gravarsi di due ulteriori voci di costo, ossia le imposte dei mesi precedenti e la rata del finanziamento.

Soffermiamoci per un attimo su quest'ultimo: di per sé attingere ai soldi delle banche per investire nelle proprie attività non è sbagliato. A patto che, per l'appunto, di investimento si tratti. Se il capitale che ci viene prestato lo utilizziamo per creare un beneficio che nel tempo sia pari o superiore alla rata da restituire, otterremo quello che in gergo si chiama ROI (Return Of Investment) positivo, e quindi il nostro conto economico ne beneficerà. Inoltre, una volta terminato di restituire tutto il capitale più gli interessi, la nostra voce di guadagno comunque rimarrà, portandoci ancor più beneficio.

Facciamo un esempio concreto: Luca vorrebbe integrare il servizio di tavola fredda del suo bar, proponendo anche un'offerta di insalatone composte al momento, ma per farlo ha bisogno di una nuova vetrina refrigerata, più grande di quella attualmente presente, e di un po' di attrezzatura di servizio (ciotole, mestoli, posate, etc…). Si reca quindi in banca, dove, nel giro di pochi giorni, chiede ed ottiene un prestito di 10.000 € da rimborsare in 48 mesi. La rata mensile sarà pari ad € 250,00.

Luca prevede di vendere 10 insalatone al giorno (stima al ribasso e molto prudenziale, Luca non vuole correre rischi!) al prezzo di 6 Euro l'una. Tolte le spese per le materie prime, i costi per la persona che dovrà assumere part-time, l'aumento delle utenze di luce (per alimentare la vetrina) ed acqua corrente (per lavare le stoviglie), e le imposte sui maggiori ricavi, Luca ha calcolato di marginare mediamente € 1,50 da ogni vendita.

Considerati i giorni di chiusura settimanali ed i periodi ferie, il bar di Luca è aperto 290 giorni l'anno, il che porta la marginalità complessiva delle insalatone ad € 4.350 nei 12 mesi, mentre il rimborso del finanziamento per lo stesso periodo è pari ad € 3.000.

Se calcoliamo il ROI di questa operazione (semplificando per chiarezza, finanziariamente parlando non è proprio così), scopriamo che Luca ha un ritorno del 45% sul capitale prestato dalla banca [ (4350-3000)/3000 ]. Un ottimo investimento, non trovate???

Ancor di più se consideriamo che trascorsi 48 mesi avrà completamente saldato la banca e la sua marginalità salirà ulteriormente!

Mettiamo invece il caso in cui, per ipotesi, Luca non riuscisse a vendere neppure un'insalatona.

Come giudichereste la sua operazione economica? Probabilmente definirla un disastro sarebbe riduttivo.

Ecco, questo è quello che molte attività si apprestano a fare: chiedere un prestito, non per generare più utili, ma per pagare un costo che diversamente non riuscirebbero a sostenere.

E questo scenario, che chiave di lettura ci fornisce nell'ottica di aprire un bar?

Dalla crisi economica indotta a seguito delle misure sanitarie per contrastare il Covid-19 emergeranno 3 distinti scenari:

1) i locali che sopravvivranno, attività redditizie ben gestite da relativi titolari\imprenditori;

2) i punti vendita che non riapriranno mai;

3) i punti vendita che attingeranno agli aiuti statali per iniziare una lenta agonia che li porterà a chiudere nel giro 24/36 mesi.

Se il nostro sogno è sempre stato quello di possedere un locale di proprietà, avremo un'occasione importante che dovremo essere pronti a cogliere.

Innanzitutto l'accesso al credito, per noi che vorremo costituire una nuova azienda, sarà più semplice e meno costoso rispetto alla situazione per-coronavirus. In secondo luogo, avremo la possibilità di scandagliare il mercato alla ricerca di locali chiusi, o in procinto di esserlo, potenzialmente redditizi, ma gestiti in maniera non ottimale. Inoltre, siccome gli esercizi descritti ai punti 2 e 3 saranno molti, per la semplice regola della domanda/offerta i prezzi di cessione andranno a diminuire.

N.B. : in questa fase arriveranno sul mercato anche molti "squali" che cercheranno di sfruttare le difficoltà economiche di altri, per ottenere il prezzo più basso possibile. Non è questo il nostro consiglio, né lo scopo di questo articolo. Tutt'altro.

L'obiettivo dev'essere quello di utilizzare il tempo a disposizione per preparare il piano d'azione (potete iniziare leggendo qui la nostra rubrica "Come aprire un bar?"), analizzare la zona in cui si vorrebbe aprire, preparare un business plan ed informarvi sui migliori strumenti economici per attingere al credito, in modo tale da essere pronti a condurre la miglior trattativa non appena si presenterà l'occasione.

E se sarete etici e corretti, oltre a fare un ottimo affare, anche il venditore vi ringrazierà per averlo salvato da una situazione difficile!

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