NON PUO' ANDARE SEMPRE TUTTO MALE

LA STORIA DI ALESSIO, PROFESSIONE BARISTA

Da barista a imprenditore
Sono Alessio, vivo in provincia di Firenze e ho 39 anni.

Vi racconto la storia del mio quasi fallimento, fino al grande riscatto. So perfettamente come ti senti in questo momento, perché anch'io ho vissuto la stessa situazione, mille dubbi, mille pensieri e la voglia di mollare tutto. Ti svelo cosa ho fatto nella mia breve vita per superare gli ostacoli, raggiungere i miei traguardi e ottenere la mia rinascita personale e aziendale.

Mio padre, negli anni '70, comprò un bar, portandolo avanti per oltre 30 anni, ed io ho passato la mia infanzia masticando giorno e notte la realtà di quel locale, ma l'ho sempre vissuta con distacco. Gestiva tutto mio padre ed io non mi sono mai interessato per capire di più sulla gestione, ma ero appassionato di caffetteria, così ho investito molto su formazioni professionali. Ho frequentato corsi di formazione di categoria su latte art e tostatura del caffè, portando delle piccole innovazioni all'offerta del nostro bar.

Esponevo i miei attestati in bella vista, nella zona cassa, e ricevevo i complimenti dei miei clienti per il cappuccino e per i disegni che riuscivo a fare. In fondo, i clienti vogliono bere un buon caffè, mangiare un buon panino e sorseggiare un ottimo cocktail, vogliono essere coccolati e se sai fare questo avrai sempre clienti soddisfatti che torneranno ad acquistare.

Tutto trascorreva meravigliosamente: ho iniziato a lavorare con mio padre a 18 anni, nel 1999, a ridosso del nuovo millennio che stava per arrivare e che prometteva un cambio epocale, si parlava infatti, già da qualche anno, della moneta unica e dell'Europa come unico continente, senza nazionalismi e con un potere economico importante, che avrebbe portato all'eliminazione dei confini ed al livellamento dei prezzi, rendendoci ancora più appetibili e competitivi sul mercato globale.

Arrivò il 2002, la LIRA andò ufficialmente in pensione sostituita dall'EURO, e fu un cambio epocale. Tutto ciò che prima costava mille lire in poco tempo passò ad un euro. In pratica, con il cambio lira / euro, i prezzi sono raddoppiati per i consumatori, ma anche per noi che avevamo il bar. Mio padre, onestamente, non era molto bravo in matematica e quindi non ci capì molto di questo cambio monetario.

Iniziammo ad avere, in proporzione, meno guadagni, perché i costi lievitavano e non riuscivamo a capire quale fosse il problema. Così, considerando anche l'età avanzata di mio padre, i cambiamenti e la mia inesperienza, decisi di affidarmi ad un consulente che si proponeva come massimo esperto della new economy. Il denaro non ci mancava, e volevamo il meglio che ci fosse sul mercato, quindi preso dall'enorme interesse di capire realmente cosa stesse accadendo, decisi di assoldarlo, di farmi guidare, di imparare di riflesso (avendo un esperto al mio fianco), immagazzinare e fare mie le sue conoscenze e competenze.

Eureka! Aveva risolto il mio problema. I conti tornavano e l'utile di fine anno era in linea con gli anni precedenti, allora decisi che ormai era il momento di non dover più pagare il consulente. Avevo imparato a fare il suo lavoro e decisi di liquidarlo con una stretta di mano ed un grazie.

Lui mi chiese: Alessio, ho fatto qualcosa che non ti è piaciuto? Non sei contento del lavoro che ho svolto per te e per la tua attività?

Gli risposi: tutt'altro! Anzi, sei stato bravissimo e ti ringrazio, ma credo di essere in grado di autogestirmi.

Lui: Alessio, il mio interesse è continuare a seguirti, ma lo dico soprattutto per il tuo bene. Vedrai che c'è ancora molto lavoro da fare e i margini di miglioramento sono tantissimi.

Io: ho 31 anni, imparo in fretta, avevo solo bisogno di capire meglio alcune cose. Ora che le ho apprese e sistemate, come abbiamo gestito per 40 anni, possiamo continuare a farlo per i prossimi 40.

Lui: certo, sono sicuro che riuscirai a farlo da solo, ma il mondo sta cambiando e lo sta facendo velocemente, se vuoi fare tutto da solo inizia a dedicare parte del tuo tempo a formarti ed informarti.

Io: grazie, per gestire un bar non serve formarsi. Basta sorridere ai clienti, servirgli un buon caffè ed avere dei prezzi concorrenziali.

La mia attività proseguiva, io applicavo le nozioni che avevo imparato di riflesso e i conti erano sempre in linea, ma stava succedendo qualcosa di strano: i prezzi di vendita erano rimasti costanti, mentre i costi di acquisto lievitavano di giorno in giorno, e cercando di trattare con i fornitori, ricevevo da tutti le stesse risposte "i costi del trasporto sono aumentati, il costo delle materie prime è aumentato, il costo di questo e il costo di quello ..." insomma, tutti i costi della filiera erano aumentati e di conseguenza anche le spese erano aumentate, per cui non mi rimaneva altro da fare: aumentare i prezzi.
Presi le lavagnette su cui avevamo scritto il listino, e come faceva il mio maestro di matematica, iniziai a cancellare alcuni numeri ed a scriverne altri, aumentando tutto del 10%.

Fino a questo momento non ti ho raccontato nulla che sia andato male, anzi, tutto nella normalità, e prima di raccontarti il mio declino, ti riassumo cosa è successo fino a qui:

  1. Passaggio dalla lira all'euro
  2. Consulenza che mi stava dando dei risultati e che ho deciso di chiudere
  3. Aumento dei prezzi di listino
Questo è stato il primo, piccolo, grande cambiamento che ho dovuto affrontare nella mia vita, e che ho gestito a mio avviso nel migliore dei modi. Tutto continuava ad andare nel verso giusto, io ero felice, mio padre era contento e i clienti non mancavano, nonostante avessimo aumentato i prezzi.

Anno 2007, esattamente 14 Febbraio, la festa di San Valentino.
Ad un certo punto, mio padre mi disse che non si sentiva per niente bene, era spossato e con un po' di mal di testa, così gli proposi di andare a casa, prendersi un'aspirina e mettersi a letto.

Il giorno dopo non stava ancora bene e così per i successivi 3 giorni. Decidemmo quindi di recarci in ospedale per accertamenti e scoprimmo che aveva un brutto male, doveva curarsi immediatamente.
Da quel momento la mia vita cambiò.

Oltre all'enorme preoccupazione per la salute del babbo, mi ritrovai ad avere tutto sulle mie spalle, e siccome ero convinto di essere in grado di gestire l'attività, dal momento che oramai avevo più di 8 anni di esperienza sulle spalle, decisi di diventare il comandante della nave e consentire a mio padre di guarire con calma.

Nella mia testa c'erano molti timori ed ogni giorno che passava senza lui, sentivo la situazione sfuggirmi di mano. Avevo assunto una persona in più e questo aveva fatto lievitare i costi del personale. Inoltre, non c'era autonomia tra i dipendenti, e quindi mi ritrovai a lavorare anche 15 ore al giorno, senza fare neanche un giorno di riposo, né ferie.

Il rapporto con mia moglie era in crisi nera, non avevo più contatti se non occasionali con i miei amici, il mio bar si era trasformato, improvvisamente, in una prigione e io mi sentivo un carcerato al 41-bis.

Iniziavo a non capire più come uscirne e mi sentivo come una zattera nel mezzo di una tempesta, sballottata qua e là dalle onde e dal vento.

I miei dipendenti, con cui lavoravo da anni, non riuscivano a darmi l'aiuto necessario, il commercialista mi chiamava solo per ricordarmi tutti i pagamenti, e mia moglie solo per rinfacciarmi che per lei non c'ero mai.
Mi sentivo solo e vittima della mia stessa vita.
Iniziai a farmi molte domande:
  • Cosa ho sbagliato fino ad oggi?
  • Perchè non riesco ad avere la situazione sotto controllo?
  • Cosa devo fare per uscirne?
Uno di quei giorni, la mia mente tornò nel 2002: avevo ingaggiato quel bravo consulente che mi aveva aiutato a uscire dall'empasse e ripianare la mia situazione economica e così tornai nuovamente a contattarlo, ma ahimè, ricevetti una risposta negativa: "Caro Alessio, io mi occupo solo della gestione economica, sono un commercialista, quello di cui hai bisogno è probabilmente una persona più operativa che ti supporti nella gestione del tuo bar."

Cosi presi spunto dal suo consiglio e cercando su internet trovai tante offerte, ma nessuna specifica al mio problema, e nessuna che comprendesse un supporto a 360°.

Provai quindi ad acquistare i servizi spacchettati: commercialista, food & beverage manager e mi rivolsi anche ad un'agenzia di marketing.

Bene, leggendo penserete che così ho risolto tutti i miei problemi. In realtà è successo quello che non mi sarei mai aspettato: mi hanno rovinato!
Oltre ai costi di consulenza che erano triplicati, ognuno di loro lavorava per conto proprio ed io mi trovai in balia di consigli da parte di uno, che smentivano l'altro. Tra ancor più sconforto e frustrazione, arrivò la crisi economica del 2008 con tutti i suoi risvolti economici.

Nell'arco di un paio di mesi, persi gran parte dei clienti, denaro e reputazione, ed i commenti del quartiere divennero molto negativi sul mio operato. Un disastro che forse quel consulente del 2002 mi aveva preannunciato, ma che io non ho ascoltato. A distanza di due anni da quando mio padre si è ammalato, mi trovai solo, senza guadagni e con un bar in pessime condizioni sia gestionali che strutturali.

Mi feci forza e decisi di andare avanti, ma la situazione non migliorò.
Nel giugno dell'anno successivo, il babbo era in fin di vita ed io iniziai a pensare che il mio fallimento gestionale avesse amplificato le sue preoccupazioni, e di conseguenza anche la malattia.
Vedere quel castello costruito con fatica, sgretolarsi inesorabilmente di giorno in giorno per colpa mia, mi privò di ogni speranza e presi la decisone: era giunta l'ora di vendere il bar.

Mi affidai ad un agenzia immobiliare e in 4 mesi, seppur con enorme dispiacere, mi tolsi quel macigno dallo stomaco.

Fu la fine del mio incubo e l'inizio di una nuova vita, o almeno così sembrava. Vendendo il bar mi ritrovai con molto tempo libero e decisi di dedicarlo per prima cosa ad un viaggio.
Con mia moglie decidemmo la nostra destinazione da sogno, prenotammo un viaggio alle Maldive, in un resort bellissimo, e ci proiettiamo verso una vacanza che per noi doveva essere indimenticabile, il nostro momento di coppia che mancava ormai da tempo.

Tutto bello, tutto fantastico, una vacanza da sogno, ma le cose belle si sa, durano poco.
Dopo un paio di settimane dal nostro rientro, feci una brutta scoperta. Mia moglie aveva un amante, e lo aveva ormai da due anni.

Caddi in una depressione totale. Mi ritrovai ancora più solo, senza lavoro, senza famiglia, senza amici, con un divorzio che mi sarebbe costato tanti soldi (cornuto e bastonato).

Ero pronto a farla finita, avevo 30 anni e pensavo che la vita non avesse più nulla da offrirmi.

La mia casa era diventata una discarica a cielo aperto, io ero dimagrito 11 kg, non mi tagliavo i capelli da 2 mesi, non avevo più alcuno stimolo, e come se non bastasse, stavo spendendo tutti i soldi che avevo ricavato con la vendita del bar, per ripianare i debiti con lo stato, con i fornitori e soprattutto con l'avvocato divorzista.

"Basta! La faccio finita." Cosi una parte della mia coscienza mi suggeriva di agire, mi guardai allo specchio, preparai una corda ,la appesi al soffitto e mi accingevo a chiudere questo capitolo per sempre.

No, non mi sono impiccato, se sto scrivendo è perché
qualcosa è cambiato.

Si, ero già sulla sedia, quando ad un tratto, nella mente, si materializzò il mio corpo in una bara, con nessuno intorno a vegliare, ero solo, non c'era nessuno accanto a me, e mi chiesi:

Vuoi davvero andartene via così?
Senza un riscatto?
Senza dimostrare a te stesso che ce la puoi fare?

Così tirai via la corda, tornai allo specchio che poco prima mi aveva dipinto come un fallito, una nullità, e decisi di passare all'azione.

Non avevo più un euro, cosa fare? La risposta fu ovvia: devo cercarmi un lavoro.
A Firenze ci sono migliaia di bar e ristoranti, così scrissi un curriculum, e iniziai a cercarmi un posto di lavoro da dipendente. In fondo, avevo solo 30 anni, ero giovane e devo riprendere in mano la mia vita.

Feci un paio di colloqui e venni assunto da un noto bar del centro città. La mia vita ricominciava da qui. Da un banco bar simile a quello che avevo percorso per anni. Mi sentivo a mio agio e avevo padronanza delle attrezzature, in fondo, mi ero formato proprio per essere un ottimo barista e far felice il mio titolare e i suoi clienti.

Ero felice, avevo ritrovato il sorriso, la nube fantozziana che mi accompagnava ormai da anni, sembra essere svanita, mi sentivo come Willy, il principe di Bel Air.

Feci anche nuove conoscenze e tra queste conobbi Chiara, che divenne presto la mia nuova fidanzata. Riscoprii il piacere di lavorare, guadagnare e vivere in pieno la mia vita senza gli assilli tipici di chi, come te, gestisce un bar.

Il ruolo di Chiara fu di fondamentale importanza da questo momento in poi.

Chiara era una di quelle persone che sostiene che tutto parte dalla mente, che il cosiddetto mindset, cioè il modo con cui gestiamo gli avvenimenti nella nostra vita, è importantissimo. Ne avevo sentito parlare, ma avevo sempre pensato che fosse una buffonata, ero convinto di saper fare bene il mio lavoro e che non avevo bisogno di un allenatore della mente, o di qualcuno che mi facesse vedere il mondo da un altro punto di vista.

Niente di più sbagliato. La mia esperienza passata mi aveva insegnato qualcosa, non ero stato bravo a gestire la mia vita e il mio locale.

  • Il mio matrimonio era fallito
  • Il mio bar era fallito
  • Le mie amicizie erano finite

Cosa e come potevo fare per evitare che ciò accadesse?
E' stata colpa della crisi, del governo, di Bill Gates?
Oppure sono le mie convinzioni, che mi hanno portato a fallire?

Spero che tu non sia nella mia stessa situazione, ma se anche un minimo ti rivedi nel mio racconto, beh ti do' un consiglio, inizia a pensare COSA e COME fare per migliorare questa situazione, senza scuse esterne e senza piangerti addosso, trova le risposte in ciò che fai quotidianamente. Se sei partito da zero e pensi di sapere già tutto, solo perchè fai questo lavoro da tanti anni, ti dico che stai commettendo un grave errore. Aprire la mente e farsi aiutare è l'unica soluzione ai tuoi problemi.

Era una splendida mattina di aprile del 2017, e un cliente affezionato, con cui avevo instaurato un buon rapporto di circostanza, mi disse che vorrebbe aprire un bar, e che aveva pensato a me, visto che avevo avuto un bar in passato, per aprirlo insieme. Ma come? Di nuovo? Come scrisse Battisti in una nota canzone "ancora tu, ma non dovevamo vederci più?"

Li per li, a caldo, gli dissi di no, che era stato molto gentile a propormelo, ma che stavo bene così e non avevo più nessuna intenzione di tornare indietro. Lui ascoltò e mi disse che avrebbe avuto piacere di scambiare quattro chiacchiere in settimana e mi lasciò il suo numero di telefono.

Tornai a casa e per tutta la notte non feci altro che pensare a quanto questa occasione potesse essere il mio momento di rivincita contro il passato.
Lo chiamai e decisi di ripartire con un nuovo bar, ma senza commettere gli errori del passato. Così presi subito un foglio di carta bianco e una penna. Ripercorsi a ritroso tutta la mia vita e registrai punto per punto gli errori fatti e la propagazione degli effetti.

Il tempo dell'improvvisazione era finito, devo studiare per essere un buon imprenditore ed un ottimo barista, dovevo imparare a gestire bene uno staff e renderlo autonomo, dovevo analizzare voce per voce il mio conto economico, mi serviva una strategia mirata che mi portasse al risultato. Vincenzo, il mio socio, era un imprenditore in altri settori e capiva poco del mondo bar, per questo mi aveva affidato tutta la gestione, era il mio momento di riscatto.... o di un altro fallimento?

Ma cosa era cambiato in me? Cosa mi dava tutta questa forza di volontà nel ripartire da zero? Quale era il mio vero obiettivo?
  • Il mio modo di pensare era cambiato
  • Non cercavo più la causa dei miei errori, ma il come e il cosa potessi fare per migliorare la situazione
  • Avevo capito che la mia approssimazione e riluttanza all'ascolto erano la causa dei miei mali

Ti sembrerà strano, ma è cosi, per anni sono sempre stato convinto che i miei problemi erano generati da fattori esterni (le tasse, i fornitori, il dipendenti, la burocrazia), quando invece, in realtà, ero vittima della mia mancanza di formazione manageriale e non sapevo come affrontare le situazioni e dominarle. Aprii il bar a Marzo 2018, sono passati già due anni e sono due anni che la nostra attività va' avanti a gonfie vele, perché?
  • Perché non ci lamentiamo mai, ma abbiamo un metodo per trovare le soluzioni
  • Perché abbiamo scelto i migliori dipendenti e gli abbiamo insegnato il nostro metodo di lavoro
  • Perché gestiamo il locale come se fosse una grande azienda con il nostro metodo
  • Perché effettuiamo campagne marketing mirate, per pubblico e per stagionalità con un metodo di sponsorizzazione specifico
  • Perché abbiamo i nostri sevizi di consegna a domicilio che abbiamo ottimizzato, copiando il metodo di una grande azienda leader nel delivery
Abbiamo scelto di essere affiancati da persone esperte che ci hanno aiutato a creare il nostro metodo di lavoro, che comprende tutto quello che ti ho scritto prima e molto altro ancora.
Ti spiego come fare per risolvere i tuoi problemi.

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Non sei convinto? Ti lascio con alcune domande che dovresti porti:
  • quali sono le mie competenze?
  • ho tutto pianificato nella mia attività?
  • che strumento utilizzo per gestire il mio lavoro?
  • che strumento uso per gestire i miei soldi?
  • faccio tutto da solo o c'è qualcuno che mi può sostituire?
  • quanto impattano i miei errori in termini economici alla fine dell'anno?
Hai già risposto a tutte le domande in meno di 2 minuti?
Stai commettendo il mio stesso errore!! Mi sentivo un gran figo ed invece ero lanciato a 300 all'ora contro un muro.

E' probabile che tu abbia bisogno di un confronto per non ritrovarti disperso nell'oceano tra qualche giorno o qualche mese.

Uno studio di settore della FIPE, ha stimato che il 25% dei bar in Italia, non riuscirà a superare la crisi Coronavirus, se già prima dell'epidemia eri già in crisi è probabile che in quel 25% ci sei anche tu, ma non spaventarti, fai come Alessio.

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